Basket: due mondi paralleli che non mi tornano.

La seria A di pallacanestro e la Lega Uno sono lo stesso mondo. Subito dietro c’è la Lega Due ma è lo stesso emisfero in fondo (davanti, dietro; sopra, sotto; è questione di peso specifico non lo nego). Esattamente come Kobe Bryant vive nello stesso mondo di tutti gli altri giocatori che domani si affronteranno nella prima giornata in calendario (quel calendario reso noto martedì dopo tutta una serie di difficoltà che molto indirettamente quel Bryant ha contribuito a complicare). Stesso mondo degli altri giocatori che orbiteranno attorno ai canestri nell’altro calendario, iniziato domenica scorsa, della Lega Due. In teoria. Solo che succedono cose diverse, in questo mondo. Era il 17 settembre quando Sabatini inviò il primo contratto a Rob Pelinka, l’agente di Bryant. Da allora son successe molte cose fino alla ‘proposta indecente’ degli ultimi giorni. E ancora non si sa, come andrà a finire, probabilmente ci sarà un altro incontro newyorkese lunedì, David Stern, il capo della Nba affronterà per l’ennesima volta il lock-out (lo so, sembra complicato, non lo è: lo sciopero che blocca l’inizio del campionato americano di fatto ‘blocca’ anche Re Kobe che ha un contratto con L.A. e là dovrebbe giocare, lock-out permettendo). Ad ogni modo negli ultimi giorni si sono smossi mari e monti, Sabatini (business man d’eccellenza) ha proposto DUE milioni di dollari per un’unica partita, tra l’altra un’amichevole (giovedì scorso pareva essere ‘proponibile’ il 12 ottobre contro il Benetton Treviso, ma se fino a lunedì non cambierà nulla Re Kobe potrebbe arrivare in Italia solo svolazzando in tuta aderente). Due milioni di dollari per qualche ora, un costo al minuto...