quei corpi inesistenti

Ieri mi è stata raccontata un storia, una di quelle che passano inosservate perché un po’ son fastidiose per l’argomento, un po’ son troppo bizzarre per la gente per bene. Un funzionario cimiteriale si appresta a svolgere un servizio, si tratta di un’inumazione ovvero un seppellimento a terra, nel campo destinato (e ce ne sono tanti, lo posso confermare per conoscenza diretta, ce ne sono tanti di campi a volte più d’uno nello stesso cimitero, ad esempio il campo delle suore, oppure quello per feti e bambini…). Ad ogni modo il funzionario cimiteriale arrivata mezz’ora prima per controllare che tutto sia in ordine, la fossa l’ha preparata la mattina, l’orario di arrivo previsto è le 14 e 30. Il funzionario controlla l’area, gli sembra tutto in ordine. C’è una donna, in piedi, di fianco alla fossa pronta per il seppellimento atteso. Ha i capelli d’un marrone intenso, indossa una gonna lunga oltre le ginocchia, calze velate a inscurirle la pelle di polpacci e caviglie. Il funzionario s’avvia verso l’uscita, ha tempo per una sigaretta ma la donna lo afferra per un braccio; in quel momento il funzionario nota che ha uno sguardo strano, stralunato e deciso allo stesso tempo. Qui sotto c’è mio marito, gli dice. Il funzionario si sporge col busto, allunga il collo per controllare davanti a lei, ci pensa un attimo, ricorda un seppellimento di due mesi precedenti (il cimitero dov’è avvenuto il dialogo è molto piccolo, a volte passano settimane senza che alcunché accada in entrata o in uscita). Ma lei insiste è sicura, infuocata: c’è mio marito proprio qui sotto, l’altro giorno c’era la...