Intendo evitarmelo – A very short story

Intendo evitarmelo – A very short story

Ania ha questi capelli color oro, morbidi sempre. Li teneva sciolti da ragazzina, le chiome lunghe le ricadevano ovunque, a lei non importava. Era così bella, me ne stavo ore a fissarla mentre curava i suoi fiori nei vasi, ogni davanzale, ogni finestra aveva una pianta, un fiore, qualcosa che respirasse e avesse clorofilla, colori e odori. Nel 1983 le ho chiesto se le andava di uscire cone me, era aprile me lo ricordo per via della Pasqua e perché c’era l’odore inconfondibile del pollo per tutta la cucina della nonna. Ania non ha sorriso, nemmeno s’è crucciata. Ha finto di non sentire e io ho finto di non aver mai detto niente. Son tornato alle osservazioni silenziose, da bravo cugino quale dovevo essere, non che me ne rendessi conto, facevo ciò che si aspettavano tutti perché mi veniva naturale, non ci pensavo granché, agivo seguendo le istruzioni ricevute da mia madre e dalla nonna. Non ero un bravo ragazzo, sia chiaro, bevevo troppo e mi masturbavo quando sapevo che in salotto c’erano tutti. Ma ho finto di non averle mai detto niente perché in fondo poteva anche essere vero. Meglio di un rifiuto, credo di aver pensato questo all’epoca. Quando la sono andata a recuperare all’aeroporto, ieri notte, aveva i capelli più chiari di come li ricordavo, e così corti da sembrare caduti per una malattia anziché tagliati da un costosissimo parrucchiere. Ania è sempre bella, non c’è altro modo per dire di lei. Profuma di buono dalla prima volta che l’ho annusata quand’eravamo bambini. Solo che adesso ha quasi quarant’anni, ha due figli sotto i dieci anni,...