Pagina o Profilo Facebook: non va bene lo stesso?

Pagina o Profilo Facebook: non va bene lo stesso?

E’ un evergreen, ammettiamolo.
Sono anni che il dilemma viene dibattuto, processato, e quasi chiuso. Quasi.
In realtà nonostante il web sia tutt’ora percepito come un gran bel gioco alla portata di tutti (anche per ricavarne guadagni o per azioni di marketing), di fatto ancora in troppi sono confusi.

E talune dinamiche sembrano poco importanti, quasi ‘fisse’ da addetti ai lavori lontani dalla pratica di chi invece ne fa uso per davvero. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Pagina o Profilo Facebook: non va bene lo stesso?

Provo a fornire alcuni spunti, attraverso i numerosi articoli, post e spiegazioni di tanti colleghi che negli anni ce l’hanno messa tutta per sciogliere il dilemma – i link rimandano direttamente alle fonti, consiglio di notare la data della pubblicazione, non tutti gli articoli sono ‘propriamente’ recenti ma sono ottimi punti di partenza, anche per proseguire ad approfondire.

Cos’è un profilo Facebook?

Un profilo Facebook costituisce la mia immagine riflessa, la mia identità personale sul web, come fosse un passaporto o un codice fiscale. Non a caso Facebook permette di avere un solo account e quando, in fase di iscrizione, sottoscriviamo la policy , Facebook ci inviata a riflettere sul fatto che il profilo privato non può essere usato a fini commerciali in quanto si tratta di un account individuale a uso personale. [Francesca Duranti su Idearia]

Cos’è una pagina Facebook?

La pagina di Facebook è la rappresentanza perfetta per aziende, associazioni, cooperative, festival e chiunque non sia una persona fisica. Ed è anche l’unico modo, secondo i termini di sevizio di Facebook, che queste realtà possono utilizzare per essere presenti all’interno di questo Social Network. Quando si apre una pagina può essere gestita da più persone, anche con diversi ruoli (amministratore, editor…). Una pagina può avere “solo” dei like (e nessun amico), ma infiniti. [Sara Maternini su GirlGeekLife]

Andando al sodo: è tutta una questione di forma o c’è della sostanza?

Il potenziale comunicativo di una pagina Facebook è stabilito sull’interazione diretta dell’utente  tramite un “like” e funziona proprio perché è stata scelta dall’utente stesso, che agisce consapevolmente nell’esprimere il suo favore all’azienda ritrovandovi sui social e non perché gli è stato chiesto di farlo.

Il cliente interessato cerca e vuole rimanere aggiornato ed interagire con l’azienda che lo ha colpito ma soprattutto, vuole farla entrare nelle sue informazioni dimostrando agli “altri” che tra quello che gli piace esiste anche quel particolare brand aziendale o di prodotto.

Il profilo utente quindi, oltre ad essere percepito con un canale diverso nell’espressione del sentiment sul social ha proprio dei limiti logistici. [Su VoxArt]

Ok, io però uso un Profilo Facebook per la mia attività. Rischio qualcosa?

Secondo le regole di Facebook il Profilo deve corrispondere ad una persona fisica (ecco perché, all’atto di iscrizione, ti vengono richiesti Nome e Cognome).
Si legge infatti nei Termini d’uso di Facebook che l’utente si deve impegnare a fornire i propri dati reali ed anche a “non usare il proprio account personale per ottenere profitti commerciali”. Usare il Profilo come azienda viola i Termini d’uso di questo social network e potrebbe comportare quindi la sospensione dell’account da un momento all’altro, senza preavviso. [Veronica Gentili]

Anche se non rappresento un’azienda, può essere preferibile la Pagina al Profilo?

Consiglio l’articolo di Maura Cannaviello su narcissus.me – focalizzato sul target scrittori, ma centrato anche per artisti ad ampio spettro (musicisti, registi, attori, creativi, fotografi…).

Ma sono poi così tanti i vantaggi della Pagina? Io mi trovo bene con il profilo…

Consiglio un altro articolo di Veronica Gentili, “5 trucchi di Facebook marketing da professionisti” che rende bene l’idea del potenziale d’uso e delle opportunità per il giusto target.

In conclusione segnalo che online si trovano quantità industriali di approfondimenti con articoli, perfino PDF scaricabili o vere e proprie guide, per approfondire il tema.
Ancora prima però, una domanda: comprereste da un panettiere che non è certo del tipo di farina usata “perché tanto è lo stesso, e quando vanno in forno cuociono regolarmente”? Entrereste in un bar che all’interno espone cassette di frutta e verdura fresca?

E’ il caos il peggior nemico, il caos comunicativo, quando le informazioni che arrivano non sono chiare, confondono o peggio, infastidiscono. Ecco perché anche gli strumenti online devono essere usati correttamente, rispettando le ragioni per cui sono stati pensati e ideati, e rispettando anche gli utenti stessi – fruitori finali di messaggi, contenuti e relazioni.

Photo credit immagine in apertura.

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