Ti dirò la verità

Ti dirò la verità

Ciao, ti dirò la verità. Ho imparato un po’ di cose negli ultimi mesi, se ti va una tazza di caffè ti racconto. Sogni. Non c’è niente come arrivare a realizzarli, niente davvero. E non fare quella faccia, includo nel niente anche quello, ma andiamo oltre. Sognavo di stare nelle storie che avevo diciassette anni e scrivevo nei bloc notes, quelli con le anelle strette con i fogli che finivano strappati ogni settimana a furia di girare e rigirare le pagine. Il percorso non è stato né perfetto né lineare. Ma c’era una ragione, ora lo so. Non saprei fare certe cose, nelle storie, se non avessi affrontato decenni di letture furiose, anni di recensioni e analisi improbabili, scritture varie (e sono onesta, varie per tante ragioni), letture e studi online e su libri cartacei acquistati in autonomia. Per non parlare dei primi editing, nei faldoni cartacei ricevuti per posta, che anno poteva essere? Il 2006? Forse. E ancora continue visioni di storie attraverso forme e modalità varie, tra passioni personali, curiosità, pay tv e strumenti digitali. Lavoro. Impossibile negare che il lavoro ci plasma. Detta ritmi e regole, nelle giornate. A volte ci condiziona, ci impone limiti e gestioni anche personali. Ecco perché non credo ci si debba arrendere. Intendo non al primo che capita (che poi funziona anche in altri ambiti, secondo me). E’ difficile, lo so. I tempi sono bui, ma lo diciamo da così tanti anni che forse tanto vale tacere. E’ sempre buio quando dobbiamo lasciare una strada certa per una incerta. Ma la seconda, potrebbe portarci oltre. Io ci ho messo tredici anni per capirlo,...
Attività digitali professionali: a ognuno le sue

Attività digitali professionali: a ognuno le sue

Attività digitali professionali Quali sono? Tutte quelle che hanno a che fare con servizi richiesti in ambito digitale: dagli sviluppatori ai programmatori, passando per web designer, web writer, copywriter ad ampio spettro, fotografia, grafica e illustrazioni ad hoc, social networking, digital PR, comunicazione e marketing digitale, eventi digitali o con servizi anche legati al digitale… Come si svolgono? In tanti modi. Dipende da chi le realizza, dal team di lavoro, dalle necessità del committente, ma anche dal settore, dalle realtà di mercato e dal target. In realtà non esistono veri e propri identificativi univoci, assoluti. Di certo ci sono degli standard minimi al di sotto dei quali non è più professionale, qualunque attività si stia svolgendo. Dunque occorrono competenze, conoscenze oltre il livello base, aggiornamento costante, pratica dei singoli mestieri, formazione specifica (ad esempio a seconda che comporti l’uso di tool o strumenti professionali, piuttosto che la padronanza di tecniche avanzate e così via). A ognuno le sue Sulle attività digitali professionali – di fatto – non esiste un’unica “versione” – come in altri settori lavorativi, anche se, rispetto ai mestieri legati al digitale, per alcuni anche “nuovi” per sviluppo e comprensione, ancora di più. Un aspetto però, a mio avviso centrale, rispetto all’esecuzione, la gestione, la cura e il coordinamento delle attività digitali professionali è proprio il concetto del: a ognuno le sue Che non è un inno al pressapochismo, al concetto dei “dilettanti allo sbaraglio” e simil senso. Anzi. Entro impegni professionali, ci sono variabili fondamentali che determinano anche in modo molto diretto il tipo di servizio digitale, ovvero: mercato target di riferimento bacino effettivo di connessioni a...
Bentornato Settembre

Bentornato Settembre

Ebbene sì, Settembre è arrivato, pian piano cambia l’aria, e non solo. In questo blog ho scritto spesso di idee, suggerimenti, consigli pratici ma anche di storie, condivisioni, spunti e approfondimenti. Da oggi e per un po’ cambia l’aria anche qui. Come anticipato in agosto, mentre mi chiedevo come si racconta un traguardo ho spiegato alcuni piccoli (e grandi) cambiamenti che mi riguardano, a partire da questo stesso sito. A partire da cosa faccio. Perché sì, il mio percorso professionale sta virando, sono in arrivo (in realtà già sono arrivate) nuove sfide, opportunità di approfondire, misurarmi con limiti e conoscenze, coltivare e continuare a imparare. E fare ciò che amo, che è il più grande traguardo, per me. Dunque anche le mie presenze digitali e il mio tempo cambiano con il Bentornato Settembre. Necessariamente rallentano, virano, semplicemente aderiscono a impegni lavorativi e ruoli professionali. Non significa che io abbia cambiato idea su alcune “questioni” legate al branding, ai contenuti, al peso delle gestioni pianificate e le storie. Anzi. Significa solo che ora energie, impegno e tempo sono necessari altrove. E non posso proprio evitare i ringraziamenti, non per apparenza o formalità ma proprio per necessità. Grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui, mettendomi alla prova, dandomi occasioni, credendo in quello che facevo, proponendomi anche itinerari che poi ho abbandonato. Grazie a chi mi ha spronato, affiancato, insegnato, affidato incarichi, proposto sfide, fatto lo sgambetto. Grazie a chi ora fa lo stesso, perché ogni opportunità è preziosa – non semplice, non lineare, non comoda, perché poi dovrebbe esserlo? ma preziosa. Ovviamente non sparisco, in realtà sono sempre qui, nel digitale...
Come si racconta un traguardo?

Come si racconta un traguardo?

Non lo so proprio, come si racconta un traguardo. Ci sto pensando da un po’, fissando lo schermo bianco. Questo sito ha cambiato pelle, nell’ultimo mese, non troppo in realtà ma abbastanza spero da farne sentire un odore diverso. E alcuni cambiamenti ci saranno negli altri canali online, come la pagina Facebook che virerà un po’ nei contenuti. Perché io sto virando. Nel lavoro e, in parte nella vita. E, anche se hai lavorato tanto per arrivarci, non sai mai quando il momento arriva, quando è il momento. Allora le cose si mettono insieme a modo loro, sfuggono al controllo, ai piani e arrivano a sorprendenti. Dei traguardi abbiamo percezioni diverse. C’è chi li ostenta, chi non vede l’ora di pubblicare nuovi status, aggiornamenti nel CV su LinkedIn, post e articoli a sottolineare progressi e risultati. Ma c’è anche chi li teme, perché un traguardo è anche un rischio, una tappa nel percorso a delimitarne il passo. Perché raccontare un traguardo è un po’ come sfidare la sorte, come dire “ce l’ho fatta” quando può sempre capitare qualcosa, anche il giorno dopo, l’ora dopo, che ti smentirà rovinosamente. Allora la batosta sarà ancora più dura, da affrontare.  Ma i traguardi possono essere semplicemente punti in cui ti fermi un po’, ti guardi in giro, fai lenti e lunghi respiri, assapori l’aria, i colori e gli odori attorno a te. Ti concedi di ascoltarti respirare. Poi riparti. Ecco quindi quello che sto facendo. Tra un respiro e l’altro ho sistemato alcune pagine qui sul sito, ho fatto pace con la sezione scritture con cui negli anni ho sempre litigato un po’,...
La fatica è un blocco mentale | Digital Business

La fatica è un blocco mentale | Digital Business

Hai presente quando stai facendo una cosa che ti piace e perdi la cognizione del tempo? Non importa cosa, shopping, uno sport, una qualunque attività (remunerata o meno), una circostanza… Hai presente quando ti accorgi di aver saltato un pasto o di aver fatto le ore piccole per fare una cosa, e non esserti accorto che il tempo è passato, in altri termini non hai sentito il bisogno di fermarti? Ecco. Spero ti sia successo almeno una volta – meglio di più – perché sono momenti preziosi, dove ti senti addosso un’energia che non credevi, e che la teoria avrebbe contraddetto facilmente con statistiche. Invece no. Nella pratica ci sono le passioni, le ossessioni, ci sono “le cose” che ci fanno stare bene anche nel lavoro, nei mestieri, nei talenti e nelle predisposizioni naturali (o coltivate da anni di pratica e dedizione). In questi casi la fatica c’è, solo che la sentiamo meno. In questi casi la fatica non è una variabile determinante, e non ce ne lamentiamo, di solito. Il più delle volte la notiamo a distanza di tempo, e recuperiamo energie senza farne ‘drammi’, senza avvertire quanto è difficile – anche se in realtà lo è, difficile. Volerlo Indubbiamente un ingrediente imprescindibile ad abbattere la fatica è la volontà intesa come il fare ciò che piace o per cui si è portati, lavorare in contesti e situazioni in cui – in media – ci si trova bene, dove è possibile esprimersi e migliorarsi, dove si trova il proprio posto professionale e ci si sta bene – mediamente, è impossibile che tutto sempre sia come ce lo aspettiamo o vorremmo,...
Narrare sarà sempre il tuo punto di forza |Digital Strategy

Narrare sarà sempre il tuo punto di forza |Digital Strategy

Ebbene sì, è tutto nel titolo: narrare sarà sempre il tuo punto di forza. Ma partiamo dall’inizio. Vendere è l’obiettivo di tutti Vendere beni o servizi, ovviamente. Perché, alla fine, il nocciolo resta inevitabile ed è perfino inutile girarci intorno. Ma non si vende dal nulla Allora entrano in campo le strategie, i piani di comunicazione e marketing, a volte gli agenti, poi c’è il digitale. E nel digitale alcune ‘dinamiche’ si spostano o si declinano. La comunicazione così come il marketing si fanno bidirezionali, complessi e articolati, s’intrecciano in fitte maglie tra social, siti, spazi web, conversazioni, rilanci, condivisioni e così via. Ma non è tutto. Nel digitale anche le relazioni risentono degli strumenti e delle risorse, tutto si fa più veloce, liquido, intenso quanto superficiale, esasperato ma anche approfondito, alla portata di chiunque quanto difficile da rintracciare. Poi c’è l’utente Che è anche il potenziale cliente, il tuo interlocutore digitale nel Business. E l’utente è mutevole ed estremamente vario. Si sprecano le indagini, le analisi tra generazioni, comportamenti, indici, parametri e desideri; quanto si moltiplicano gli strumenti per scoprire, capire, sondare – perfino prevedere – come portare il ‘fantomatico’ utente a diventare un tuo cliente. L’utente è anche sempre più informato, cerca, ascolta, si confronta e valuta i pareri degli altri, prende decisioni di pancia e di cuore, a volte d’istinto. Allora i fattori per veicolare le scelte si moltiplicano: il branding, la fruibilità, i valori e la mission, la ‘bontà’ dei prodotti e dei servizi, i rumors attorno ad essi e così via. E alla fine restano le storie Ebbene sì, di nuovo. Le storie restano, se...